Amore e rovina, Paula McLain

Ernest diceva sempre che c'era una stagione per tutto. Una stagione per amare ed essere amati. Per lavorare e per riposare le ossa e lo spirito. Per sognare e dubitare, per temere e per volare. E allora che stagione era la nostra, se non quella della rovina, della sconfitta assoluta?



Chi è Martha Gellhorn?

Martha Gellhorn è ricordata o per essere stata la terza moglie di Hemingway o per la sua relazione con Bertrand de Jouvenel (l’amante di Colette, il giovane che ha ispirato Chèri). Ma la Gellhorn è stata molto, molto di più.

È autrice di romanzi, racconti, raccolte di racconti e saggi.

È stata inviata di guerra fino a ottantuno anni, riuscendo così a coprire tutti i maggiori conflitti del XX secolo, e coi suoi reportage - non solo di guerra, ma anche di viaggio - ha cambiato il modo di fare giornalismo.

"Senza il giornalismo d'inchiesta rimarremmo all'oscuro di tutto. Cosa impareremmo, come sapremmo? Non possiamo essere tutti ovunque."

Scriveva della gente comune, delle persone innocenti travolte dai conflitti e dalla miseria, non riuscendo a celare del tutto la propria indignazione.

"Una vecchia con le spalle coperte da uno scialle e per mano un esile bambino terrorizzato esce di corsa sulla piazza. (...) Quando la granata arriva la donna è al centro della piazza. Una piccola scheggia di acciaio ritorto, acuminata e bollente si stacca dalla granata; colpisce il bambino alla gola. La vecchia si blocca, stringe la mano del bambino morto, lo guarda con espressione attonita, senza dire nulla. (...)

Alla loro sinistra, sul lato della piazza un cartello enorme e brillante dice: ABBANDONARE MADRID."

Sua madre Edna è stata una suffragetta, Eleanor Roosevelt è stata la sua mecenate, nonchè una delle sue più grandi amiche; Hemingway, Dos Passos e ad altri famosi scrittori hanno sostenuto insieme a Martha la causa repubblicana in Spagna, contro il colpo di Stato del generale Franco.

Si è espressa molteplici volte contro i regimi totalitari, a favore della libertà e della verità.

È stata una donna forse non “perfetta”, ma indipendente e coraggiosa, che ha portato avanti il suo sogno di scrivere a discapito di tutto il resto: tra il matrimonio e l’ambizione ha scelto la seconda, e sebbene il suo lavoro venisse accostato a quello di Hemingway e ritenuto inferiore, ha continuato ad avanzare imperterrita, con pazienza e dedizione.

 

In Italia le sue opere sono inedite o fuori catalogo (cito I volti della guerra e In viaggio da sola e con qualcuno), perciò tutto quello che so deriva dai documentari (uno si trova su Youtube qui), dai film o dai libri scritti da altri sulla sua vita o su quella di Hemingway.

Tra questi libri si inserisce appunto Amore e rovina di Paula McLain, una biografia romanzata in prima persona in cui è la stessa Gellhorn a raccontare della sua vita tra il 1936 e il 1944, dal primo incontro con Hemingway alla fine del loro matrimonio.

Libro che in un primo momento non ho apprezzato.

Perché?

Perché lo scrivere in prima persona permette di rendere la narrazione molto scorrevole, ma rende anche il tutto poco oggettivo. Sembra che ci sia uno squilibrio: troppa finzione a discapito della realtà. E, in questo caso specifico, mi ha infastidito.

Tuttavia, la ragione principale del mio disprezzo è che il mio ideale di Martha Gellhorn non trova riscontro nella prima parte del romanzo.

Paula McLain mette le mani avanti dicendo che la sua non è la vera Gellhorn... e come potrebbe esserlo?

Inizialmente la ritrae come una donna insicura, patetica, che dipende dall’aiuto degli uomini amati e dalle loro opinioni.

Io questa Gellhorn la rinnego.

E rinnego molti dei pensieri che le vengono attribuiti (Ernest è il migliore, non c’è nessuno come lui, non è mai esistito uomo più affascinante, o le frasi sul suo aspetto fisico - Hemingway all'epoca non era esattamente un uomo curato, giovane e aitante - o sui cuori che battono all’impazzata)

Serve a rendere il romanzo più appassionante? Più rosa? Perché non era necessario.

 

Dalla guerra civile in Spagna il romanzo inizia a crescere: Martha capisce che ciò che conta è scrivere della gente, però si parla ancora troppo poco del suo lavoro, dei pezzi per il Collier’s. È più incentrato sull’inizio della relazione con Hemingway ma, paradossalmente, sono migliori le parti in cui non si parla della coppia, bensì della situazione a Madrid. È persino possibile fare un confronto con quanto descritto dalla Gellhorn nei suoi articoli.

La bomba giunse con un sibilo e si frantumò in migliaia di schegge, come tanti frammenti di sole. Rapido e invisibile, più rapido di un pensiero, uno dei frammenti si conficcò nella gola del bambino. Lui si accasciò, la mano ancora stretta allo scialle della madre, mentre le bombe continuavano a cadere al ritmo di una ogni pochi secondi. La donna si chinò sul figlio, gridandogli più volte di alzarsi. 

Non avevo mai visto nessuno morire in quel modo, davanti ai miei occhi, figuriamoci un bambino.


Poi la fuga, la quotidianità a Cuba, il lavoro di entrambi, la possessività di lui nei confronti di lei ("Una puttana in tempo di guerra è pur sempre una puttana, no?"), l'invidia di lei nei confronti di lui (Era ovvio che avrebbe scritto anche lui della Spagna, mi rimproverai in silenzio, al buio. E l'avrebbe fatto meglio di quanto avrei mai potuto sperare di fare io). Le cose iniziano ad andare in pezzi e il romanzo diventa sempre più coinvolgente.

 

Dalla guerra in Europa altro salto in avanti, ulteriore evoluzione: Martha, priva di accrediti e imbarcatasi di nascosto su una nave ospedaliera, è l'unica reporter che riesce a raggiungere la Normandia nel D-Day, il 6 giugno del '44.

Il prezzo da pagare è stato altissimo: Gellhorn. Era tutto ciò che mi rimaneva, e me lo sarei tenuto stretto.

 

 

 

In conclusione Amore e rovina è una buona biografia, imperfetta ma scorrevole, consigliata soprattutto per approfondire la figura della Gellhorn.

Sempre per approfondire consiglio anche il film “Hemingway e Gellhorn”, con Clive Owen e Nicole Kidman. È un film gradevole che ben rappresenta il rapporto tra i due e le tappe principali della loro vita insieme.

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