Dio odia il Giappone, romanzo d'amore e fine del mondo

Non esiste nulla di simile a Dio odia il Giappone, fidatevi. Se cercate una lettura non convenzionale, se il Giappone è un paese che vi affascina e vorreste conoscerne ogni aspetto, anche quelli di cui generalmente non si parla, allora è il libro perfetto.

 

Cominciato senza sapere niente di trama e quant'altro, portato a termine in due notti, sono stata conquistata da Douglas Coupland. Così ho cercato che altro avesse scritto, e, sorpresa!, è l'autore di Generazione X!

E che è?

È un libro attualmente sparito dalla circolazione - come buona parte dei libri di Coupland - che mi piacerebbe leggere e che dovrebbe raccontare le vicende di tre giovani americani nati tra gli anni '60 e '70, facenti quindi parte di una generazione che poco si identificava con la precedente (quella del boom economico, del baby boom, dopo il boom di una guerra mondiale).

Anche Dio odia il Giappone è un “romanzo generazionale”, ma coglie i problemi di chi è nato dall'altra parte del pianeta, in un periodo non esattamente felice per il Paese del Sol levante, che attraversava una feroce crisi economica e nel contempo continuava a produrre, produrre e produrre.

Il Giappone ha attraversato tutto lo spettro del capitalismo. Abbiamo spinto il concetto di shopping più in là di qualsiasi altra cultura conosciuta sulla Terra. Non si può prevedere quello che succederà dopo. Non ci sono miti o esperienze storiche a guidarci. Siamo in una situazione davvero nuova. La storia, per quanto riguarda il Giappone, è morta.


Hiro Tanaka, protagonista e narratore, è nato nel 1975 a Tokyo. La madre è casalinga e il padre lavora in un'azienda; non ha fratelli, ma una sorella maggiore, Moriko, moglie di un dentista. Hiro è la pecora nera: non è stupido, ma non riesce a conformarsi.

È ostile, come la maggior parte dei giapponesi, nei confronti dei gaijin, gli stranieri: Ma che problemi hanno i gaijin? Cosa vogliono? Quali sono i motivi che li spingono a vivere in un Paese dove non hanno nemmeno una molecola di possibilità di essere accettati o di potersi inserire?

Allo stesso tempo non sente di essere giapponese, eppure qualsiasi cosa faccia o dica ogni molecola del suo corpo sarà al cento per cento colletto-bianco-nuclearizzato-fedele-all'Imperatore-scolaretta-troia-moglie-trascurata-che-muore-di-solitudine-sull'orlo-della-psicosi.

Non c'è via di scampo, e Hiro sarà sempre combattuto tra il desiderio di integrarsi nella società, trovare un lavoro stabile ed essere considerato un bravo cittadino, e quello di essere originale e veder cancellata la sensazione di avere un codice a barre tatuato in fronte.

Vede il mondo come fosse un posto in rovina: da un lato vorrebbe salvarlo, dall'altro lo farebbe saltare per aria una volta per tutte. E non è il solo: la sua è una intera non-generazione di giovani che non sanno cosa fare, che non vogliono vendere l'anima al sistema, svolgono lavori saltuari e sperperano lo stipendio per svagarsi.

Non vuoi niente. Non credi in niente. Il futuro è il tempo che ti rimane prima di finire un videogioco. Non credi nella vita dopo la morte e hai poca fiducia nella vita in generale. L'unica cosa che sai per certo è che non vuoi le stesse cose che volevano i tuoi genitori. Per migliaia di anni, ogni singola generazione è riuscita a trasmettere le proprie tradizioni e memorie a quella successiva. Questo legame si è spezzato e probabilmente non si aggiusterà più. E ci sono decine di milioni di persone come te là fuori. Tu sei quello che sarà. Tu sei la nuova norma.


E sembra un tema pesante (e attuale!), e lo è, però si ridacchia spesso e volentieri. Hiro e le sue caviglie fragili regalano perle di comicità nei momenti più inaspettati. Si passa dalle sette estremiste e attentati col gas a Hiro vestito da coniglio che viene gambizzato da dei bambini in slittino. Perle!

Altre ragioni per leggere il libro, oltre all'originalità, al tema generazionale e all'umorismo, sono il prezzo bassissimo (cliccare qui per evitare la fatica di andare a cercarselo da soli), l'edizione curatissima, ricca di illustrazioni strambe e molto pop (Isbn Edizioni, pace all'anima tua), e il fatto che il libro sia così breve e poco impegnativo è piacevole.

E vorrei poter citare decine di frasi. Ce ne sono di stupende, come quella sul senso pratico delle donne (Se le donne avessero condotto la Seconda guerra mondiale, sarebbe finita dopo una settimana) o sul perché del titolo (Una volta credevo che Dio odiasse me in particolare, Hiro. Ma Dio non odia me: odia il Giappone), però sarebbe decisamente meglio leggersele insieme al resto. Partite senza nessuna aspettativa e lasciatevi sorprendere!

 

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