Il bookstagrammer qualunque (per la serie Nonciclopedia)

Dicasi bookstagrammer quella persona, per lo più giovane e di sesso femminile, che cura un profilo su Instagram ed è soggetta a frequenti attacchi d'ansia derivanti dalla necessità di scattare delle belle foto ai libri che ha letto/che vorrebbe leggere/che vorrebbe fossero letti dal resto del mondo. Perché poi il resto del mondo debba leggere proprio quei libri non si sa.

Da notare che i più esauriti sono gli studenti fuori sede, perché non hanno i libri a portata di mano, ma riescono lo stesso a scattare delle foto figh... magnifiche. Forse possiedono il teletrasporto (in tal caso, li invito a non essere egoisti e a condividerlo con il resto del mondo).

Probabilmente è una sorta di istinto masochista ciò che porta il/la bookstagrammer a fare quel che fa. Non viene pagato, non ci ricava nulla se non qualche commento che sì lo rende felice, ma forse non giustifica il lavoro che sta dietro. Quasi ogni santo giorno il/la bookstagrammer si deve inventare qualcosa di nuovo: ruba i fiori dai vasi della madre per metterli intorno ai libri e fare una bella foto; va in gita in montagna e ficca nello zaino tre libri diversi per fare delle belle foto; va in biblioteca con il libro di diritto commerciale perché la sessione estiva è alle porte, ma si porta appresso pure un romanzo perché potrebbe scapparci una bella foto, e con la scusa si rilegge le pagine preferite.

Ho visto libri circondati proprio da tutto: macchine da scrivere di cinquant'anni fa, calamai con tanto di pennino poggiati su candide lenzuola (per una cosa del genere mia madre mi avrebbe staccato la testa a morsi, e ancora non ha visto come le ho ridotto i fiori), piume d'oca, piume di struzzo, mappamondi, gomitoli di lana, orologi da taschino, perline, tazze da caffè, tazze da tè, tazze da non si sa quale liquido. E la domanda che mi pongo è semplicissima: si tratta di oggetti già in possesso del bookstagrammer oppure sono stati comprati appositamente per fare la foto? Non lo saprò mai. Morirò con questo dubbio.

Inoltre il/la bookstagrammer è tenuto a sottolineare le frasi che preferisce del libro che sta leggendo, a fotografarle e a postarle. Da tutto ciò mi dissocio: non sottolineerò mai nulla, nemmeno a matita. Cascasse il mondo.

Ed è solito partecipare alle bookchallenges: il libro più che ti è piaciuto di più, quello più triste, quello più felice, quello più fine, quello più giallo, quello più viola. A volte partecipa a più bookchallenges in un giorno, il che spesso genera nel bookstagrammer una leggera confusione: “Questa era la foto per il #libroconlacopertinapiùbella o la foto per il #libroconlacopertinarosa?” La maledetta copertina del libro è bella ed è rosa. Nel dubbio, quando pubblica la foto, ci infila tutti e due gli hashtags. Così risparmia tempo e si sente felice e realizzato.  

 

 

In sostanza è un mestieraccio, e io non volevo cascarci. Mi dicevo: “Il profilo Instagram mi serve per fare pubblicità al blog”. Perché non dico vorrei fosse letto da tutti, però da qualcuno sì. Così ho iniziato un mese fa a postare su Instagram delle citazioni dai libri che stavo leggendo in quel momento e che avevo intenzione di raccontare sul sito. Non volevo niente di artificioso: solo le frasi trascritte e, ogni tanto, una foto del libro. Niente di troppo studiato, anche perché la foto di una copertina dice poco del libro in sé.Però ciò che ho visto era troppo bello per non lasciarsi traviare! Libri su tappeti colorati, su tavoli bianchi e lindi, sulle poltrone, sui cuscini; sui prati; sulla neve, sugli alberi, sui tetti di mezzo mondo; tra i fiori, tra vecchi oggetti, tra la gente, tra altri libri. E, sotto la foto, una descrizione della trama del libro, del perché leggerlo, del perché sia piaciuto o meno. Quindi ci sono cascato pure io, e pazienza.

 

Intanto ho trovato una comunità di persone (centinaia!) che condividono il mio stesso interesse, il mio stesso obiettivo di diffondere l'amore per i libri, e che, il più delle volte, curano un blog come me. Grazie a loro ho scoperto dei titoli che non avevo mai sentito, degli scrittori nuovi che so già mi piaceranno e, di conseguenza, la lista dei libri che voglio leggere si è allungata fino a sotto il pavimento. Grazie a loro ho scoperto dei siti per comprare/vendere/scambiare libri, e non vedo l'ora di provarli. E per colpa loro a volte mi chiedo se io abbia letto abbastanza. Sono sempre stato convinto di essere un lettore forte, ma i veri bookstagrammers pubblicano millemila foto. Io sono improvvisato. Io mille libri mica li ho letti. Non so manco se avrò mai il tempo e il coraggio di leggerne così tanti!

 

 

 

 

Se vi state chiedendo quale sia lo scopo di questo ambaradan , non lo so manco io. Quando scrivo vado a sentimento e, delle volte, vaneggio. Probabilmente ho iniziato preso dall'entusiasmo di aver trovato altri aspiranti conquistatori del pianeta, perché alla fine lo scopo è quello: scambiare opinioni sui libri e, se possibile, attirare i non - lettori sulla buona strada.

 

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Commenti: 8
  • #1

    Nike (domenica, 15 maggio 2016 17:50)

    Impossibile leggere questo post senza avere un sorrisetto stampato in faccia! Leggero, autoironico e divertente...posso solo aggiungere che beh, anche l'occhio vuole la sua parte.

    P.S.: la sensazione di non aver letto abbastanza libri nella propria vita è devastante quanto l'eccitazione nel realizzare che ce ne sono ancora migliaia ancora da scoprire.

  • #2

    DP (lunedì, 23 maggio 2016 10:25)

    mi scappa da ridere pensando alle foto che faccio ai miei libri: tutti insieme, uno ad uno, di fronte, a grandangolo... e poi come non essere d'accordo con "Inoltre il/la bookstagrammer è tenuto a sottolineare le frasi che preferisce del libro che sta leggendo, a fotografarle e a postarle. Da tutto ciò mi dissocio: NON SOTTOLINEERO' MAI NULLA,NEMMENO A MATITA. CASCASSE IL MONDO(!!!!!!)" e guai a chi mi restituisce un libro con una solo misero angolo leggermente piegato... non c'è niente da fare più leggo questo blog più me ne innamoro! gran bel lavoro "bookstagrammer".

  • #3

    Il Lettore qualunque (lunedì, 23 maggio 2016 11:55)

    Grazie Nike e DP! Leggere certi commenti mi rende mooolto felice!

    Ahahahaaha! DP, vedi il lato positivo: almeno a te i libri li restituiscono, anche se con gli angoli piegati. I miei in prestito chissà dove sono finiti, se stanno bene e son tutti interi...

  • #4

    Carla (mercoledì, 25 maggio 2016 01:05)

    Non ho capito l'inciso tra parentesi.

  • #5

    Il Lettore qualunque (mercoledì, 25 maggio 2016 01:21)

    Carla, intendi l'inciso nel titolo? Nel caso mi riferisco a Nonciclopedia. È un sito tipo Wikipedia, una sorta di enciclopedia, però assolutamente inutile e divertente. Siccome ho fatto un lavoro simile scrivendo dei bookstagrammers in modo poco serio, mi sembrava simpatico. O ti riferivi ad altre parentesi? Ne uso un sacco!

  • #6

    Carla (mercoledì, 25 maggio 2016 11:42)

    Ahhhhn! Capito. No, no: mi riferivo proprio a quelle parentesi e a quell'inciso.

  • #7

    Annie_dos_douradores (venerdì, 08 luglio 2016 16:03)

    Sto scoprendo adesso, SOLO adesso, il tuo blog. E ti adoro.

  • #8

    Il Lettore qualunque (venerdì, 08 luglio 2016 20:46)

    Annie non sai che piacere leggere il tuo commento! Adesso sono in pausa per la sessione, ma riprendo appena possibile!